Upgrade

Upgrade, di L. Whannell

Aus, 2018, 100’

Solido b movie fantascientifico, prodotto dalla Blumhouse con un budget minimo ma con un bell’interprete che, di fatto, regge il film da solo sulle spalle e discreti comprimari. Il tema è quello dell’uomo/macchina, aggiornato con inquietudini e un’estetica alla BlackMirror e chiuso in un finale kafkiano. Si dirà “nulla di nuovo” e in effetti non c’è nulla che i vari Cronenberg, Cameron eccetera non abbiano già sondato e messo sullo schermo ma il film è vivace, per certi versi sorprendente nelle svolte e il regista, che proviene dall’horror sia come scrittore che come regista non rinuncia a un certo realismo nella violenza piuttosto truce. Il che non guasta in un film che riflette sulla libertà dell’uomo e sulla macchina che si fa corpo, proprio come in tanti film di Cronenberg. Si poteva fare qualcosina di più per quanto riguarda l’intreccio thriller (in realtà più noir che thriller con la presenza centrale della voce della coscienza ‘robotica del protagonista ma lo sberleffo finale squaderna le attese dello spettatore, in un modo tutto sommato coraggioso e imprevisto. Buono, nel complesso, ricco di diverse suggestioni e cupo, molto cupo come gli scenari descritti.

Consigliato

Sopra i 14 anni (violenza ripetuta, scene cruente)

Utilizzabile in percorsi per la scuola secondaria di II grado (uomo/macchina, libertà personale, sensi di colpa)