Troy

Sandalone” totalmente rifatto al computer, zeppo di errori vistosi che spesso fanno scappare la pazienza. E’ arbitrario ed ingiustificato manipolare il mito antico a proprio piacimento rendendo, solo per fare qualche esempio, Agamennone eroe sanguinario, assassino di Priamo e vittima addirittura di Briseide o la morte di Menelao o Aiace uccisi per mano di Ettore. Intrattenimento – lo sappiamo bene – è sinonimo di divertimento e l’intento del regista tedesco Petersen (autore tra gli altri de La storia infinita, Virus letale e La tempesta perfetta) non era certo quello di riportare su grande schermo la questione omerica. Ma a tutto c’è un limite, e nel momento in cui si fissa come ispirazione un testo letterario, da questo si deve partire prendendosi tutte le libertà espressive ma senza stravolgimenti gratuiti. L’errore grave in cui incorre il pur bravo sceneggiatore Bienoff (già autore dello script de La 25ma ora) è non tanto quello di compattare in poco più di un week end una guerra decennale, quanto quello di manipolare personaggi a cui non si dà mai spessore né profondità pienamente umana. Di più, tutte le libertà prese al solo scopo di rendere più oliato una sceneggiatura che con il passare del tempo stride sempre di più,appesantiscono personaggi che avrebbe meritato certo miglior destino e trattamento. Si pensi alla storia d’amore tra Briseide e Achille che, a parte forse mostrare il fondoschiena di Brad Pitt, non coinvolge mai realmente, nemmeno nell’esito tragico. L’assenza degli dei, inoltre, pesa come un macigno e non aiuta certo a far chiarezza sul destino tragico e glorioso di Achille ed Ettore, intuibile solo a tratti in una sceneggiatura che cerca disperatamente di mettere in luce il dramma dell’eroe classico. E infine, appesantisce il film l’uso spropositato delle tecniche digitali: non sempre ciò che è mastodontico è grandioso. Anzi.,Due note in calce: colpisce comunque che Troy come tanti altri film delle ultime annate (La leggenda degli uomini straordinari o Van Helsing), mescoli senza alcun problema a pure invenzioni spettacolari, suggestioni letterarie (Dorian Gray ne La Leggenda degli uomini straordinari o Mr Hyde in Van Helsing), trattando queste ultime come esotismi, semplice folklore privo di un reale contenuto o profondità. Così come colpisce che dall’11 settembre in poi, il cinema americano è soprattutto cinema di guerra e di super eroi: dai fumetti della Marvel, all’eroe gotico Van Helsing all’intrepido Achille. Cinema di guerra che aspira ad una pacificazione (o ad un pacifismo ?): l’Iliade che è prima di tutto poema di guerra, di morte e di fantasmi, diventa nella versione di Petersen, film di pace (o pacifista ?). Si notino a questo riguardo le forzature di cui è vittima il personaggio di Achille, eroe democratico contro il sanguinario e dittatoriale Agamennone, più simile ad un moderno dittatore nazista che non ad un eroe classico.