O materno mio cinema!

Quando pensiamo a quella strana creatura di Sentieri, non possiamo fare a meno di pensare alla sua natura femminile e femminea, un po’ per la presenza di tante “quote rosa” nella nostra redazione, un po’ per la sua vocazione alla generatività, alla creazione, all’abbraccio e all’empatia con il nostro pubblico. Anzi: coi nostri pubblici. Ché, poi, dire “nostri” è assolutamente inappropriato. “Nostri” nel senso di un legame, di un rapporto che va oltre il qui ed ora, l’hic et nunc che è sempre stato il nostro motto, sin dalla nostra fondazione. Ora, abbiamo pensato a restituire con gli interessi quel che abbiamo ereditato, non ad una madre definitiva, feroce. Non, cioè a un grembo che, come la sala cinematografica, “tutto avvolge e tutto rischiara”, ma a tutte le madri che, in qualche modo, abbiamo incontrato nel nostro percorso cinefilo e di senso. Così, abbiamo messo a punto, una piccola rassegna, buona per un pubblico scolastico, casalingo, domestico e di addetti ai lavori. L’idea che soggiace al percorso, è quello della maternità, ripresa e illuminata sotto luci diversi. Perché non vi è mai una madre univoca nella nostra vita.

I film scelti dai nostri critici sono:

Resurrection di Daniel Petrie (Usa, 1980): storia scombiccherata ma con un’intensa Ellen Burstyn che, dopo aver avuto un’esperienza di pre-morte, scopre di avere poteri taumaturgici. Non male davvero, nonostante una regia un po’ “seduta” di Petrie (e non Petri Elio, ah ah ah!)

Jimmy Dean Jimmy Dean (Usa, 1982): capolavoro teatrale di Altman che si riprende dopo la battuta d’arresto di Popeye. Gran cast, tra cui svetta Cher, per un film d’impostazione teatrale con diverse scelte acute di regia, tra cui quella di visualizzare i ricordi sulle vetrate dell’emporio in cui il film viene ambietantato. Storia tutta al femminile, su fantasmi dal passato, rigorosamente maschili.

Frances (Usa, 1982) è invece il biopic sulla povera Frances Farmer, diva hollywoodiana finita in manicomio. La coppia Lange/Shepard fa faville con lei davvero splendida e che avrebbe meritato l’Oscar.

Raggedy Man (Usa, 1981) del benemerito Jack Fisk è un melodramma d’autore con Sissy Spacek madre single alle prese con i pregiudizi del tempo. Siamo alle porte della Seconda Guerra Mondiale. Piccola perla da riscoprire

* tutti i film sono in lingua originale, con sottotitoli in italiano o inglese; proiezione guidata da un critico di Sentieri

* la Rassegna è proposta “a chiamata”, salvo eventuali accordi. Si intende cioè che i costi fissi – noleggio sala, diritti di proiezione – sono a carico dell’Ente. L’intervento critico, sia a livello di programmazione, consulenza marketing e cinematografica, sia a livello di presentazione e commento post-film (dibattito, elaborazione schede e dispense) è – come sempre – da intendersi in forma gratuita.

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